Sei sei qui, forse sai cosa sono oppure hai sentito parlare degli attacchi di panico.
Sono episodi impressionanti, sia per chi li vive in prima persona sia per chi assiste. Sono più diffusi di quanto tu possa immaginare. Oltre a essere collegati a sensazioni fisiche ben precise e intense, derivano da ragioni emotive da indagare.
In questo breve articolo desidero spiegarti cosa sono gli attacchi di panico, i sintomi, da cosa sono provocati e come possiamo imparare a gestirli.
Cosa sono gli attacchi di panico
Gli attacchi di panico appartengono alla macrofamiglia dei disturbi d’ansia e sono episodi di paura estrema, improvvisi e in apparenza privi di ragione. Possono durare pochi minuti o fino a mezz’ora. Tempo che, per chi li affronta, sembra infinito!
Il vero disturbo di panico è riconoscibile dal fatto che le crisi arrivano improvvisamente, sono continue, introdotte dall’ansia anticipatoria e dall’evitamento delle situazioni che hanno scatenato gli attacchi in precedenza.
La frequenza con cui si manifestano gli attacchi ci dice se il disturbo è moderato oppure grave. Se il disturbo è moderato, le crisi si presentano almeno quattro volte al mese. Se arrivano quattro volte in una settimana, allora stiamo parlando di un disturbo grave.
Attacchi di panico: i sintomi
Gli attacchi di panico si associano a una varietà di sintomi fisici e psicologici, che variano da persona a persona. Tra questi possiamo annoverare:
- palpitazioni, sudorazione, tremore;
- sensazione di pesantezza al petto e/o di soffocamento;
- nausea, disturbi addominali;
- vertigini, senso di imminente svenimento.
Questi sintomi spesso si associano anche alla percezione di perdere il controllo, quasi di impazzire, e riconducono in alcuni casi alla paura di morire. Chi vive momenti così dirompenti e apparentemente ingiustificati di paura vive sentendo il peso dentro di sé di forte allarme.
Cosa fare durante un attacco di panico
Ti è mai capitato di sentirti dire: “Calma, rilassati”? Il consiglio è ragionevole, ma può suonare irritante. Perché è chiaro: se calmarsi fosse tanto semplice, fobie e attacchi di panico non esisterebbero, non è così?
Invece esistono, ma possono essere gestiti. Nell’immediato, la chiave sta proprio nella capacità di ritrovare la calma e la lucidità mentale. Ecco cosa puoi fare durante un attacco di panico:
- ricordati che i sintomi fisici non sono una reale minaccia alla tua salute o, peggio, alla tua vita;
- distraiti con tecniche di rilassamento, di mindfulness o, semplicemente, ascoltando la musica che ti piace e ti tranquillizza;
- respira in modo modo profondo e controllato, concentrandosi sul movimento dell’addome (respirazione diaframmatica).
Come prevenire gli attacchi di panico
In generale, imparare a respirare ed eseguire piccoli esercizi di mindfulness è un ottimo modo per tenere a bada lo stress, l’ansia in generale e il panico. Infatti, le emozioni improvvise, prorompenti e fuori controllo alterano prima di tutto il nostro ciclo di respirazione.
Forse sai che il muscolo respiratorio vero e proprio è il diaframma. Esso lavora sempre, per permettere ai polmoni di riempirsi di aria e di svuotarsi per ossigenare il corpo. Ma sensazioni forti di paura o di ira causano un’alterazione del processo di respirazione: è il petto a salire di più per prendere aria. Le conseguenze di ciò sono forte tensione muscolare, soprattutto nei muscoli del collo, e una sensazione di pesantezza al petto o, addirittura, di dispnea, cioè di mancanza d’aria.
Anche le tecniche di rilassamento o di mindfulness sono utili per prendere più consapevolezza di sé, imparare ad ascoltarsi con abbandono e percepire meglio il proprio essere nel momento. Anche per queste la respirazione è un punto chiave.
Per imparare le tecniche è meglio iniziare a lavorarci in ambienti confortevoli e sotto la guida di una persona esperta come uno o una psicoterapeuta. In questo modo, imparerai che mente e corpo comunicano tra loro e possono supportarsi a vicenda, soprattutto quando sei in allerta, senza alcun motivo.
Le cause degli attacchi di panico
Abbiamo visto cosa sono gli attacchi di panico e come si presentano. Abbiamo anche parlato dei modi possibili per tenerli sotto controllo. Ma se la paura è ingiustificata, allora perché arrivano improvvisamente e rovinano le nostre giornate?
Le ragioni profonde degli attacchi di panico vanno indagate nel vissuto della persona. Ecco perché sono differenti da caso a caso. Certo, può capitare che disturbi della tiroide o problemi cardiovascolari possano essere connessi agli episodi che si manifestano.
Se sei una persona sana, possiamo invece sondare le cause di forte stress emotivo che vivi. Proviamo a rispondere a queste domande:
- come conduci la quotidianità?
- hai pensieri ricorrenti che riguardano il lavoro?
- le tue relazioni sono instabili?
- stai affrontando un momento di cambiamento?
- hai subito un forte dolore emotivo?
Certo, la tua indole può giocare un ruolo chiave nella gestione dell’ansia e delle paure, tanto da “predisporti” a crisi di panico. A maggior ragione, possiamo lavorare per rendere tutto più dominabile.
Esistono fattori psicologici che in un certo senso ti rendono vulnerabile e quindi possono scatenare le crisi. Si tratta di focalizzazione estrema degli stati corporei, catastrofizzazione in relazione ai pericoli percepiti, ipervigilanza sulle sensazioni fisiche provate.
Escluse condizioni di salute particolari e la dipendenza da sostanze, possiamo aggiungere che l’attacco di panico viene considerato uno specificatore. In altre parole, può essere ricondotto alla diagnosi di:
- disturbo d’ansia generalizzato;
- disturbo d’ansia sociale;
- disturbo post-traumatico da stress;
- disturbi di personalità;
- depressione.
La psicoterapia può aiutarti a gestire le crisi di panico nel tempo, e senza ricorrere a mezzi più estremi, come l’assunzione di farmaci ansiolitici o addirittura antidepressivi, prescritti da chi di dovere.
Gli attacchi generano incertezze, rendono pesante vivere la quotidianità e possono addirittura guastare i momenti da trascorrere nelle serenità. Ma esiste la speranza di viverli sempre più di rado o di non rivederli mai più.
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