Spesso sentiamo parlare di conflitti di coppia. Ma cosa sono per davvero?
Per tante persone i problemi di coppia sono la rovina della relazione.
Si manifestano sotto forma di litigi o discussioni continui, di difficoltà sessuali, di disinteresse reciproco.

I conflitti di coppia derivano da una costellazione ampia di elementi. Possiamo analizzare ogni fattore e comprendere qual è la chiave per risolvere o gestire al meglio gli attriti.

Ti do un’anticipazione: tieni da parte le idee troppo romantiche, resta in ascolto di te e dell’altra persona, resta con i piedi ben piantati per terra. Ma credici: tutto si risolve.

Comprendere i conflitti di coppia

Può succedere che una coppia stabile perda di vista la realtà. Significa che si resta affezionati a una visione edulcorata dell’amore e della relazione. Ciò rende difficile accettare che spesso i conflitti di coppia fanno anche un po’ parte del gioco.

Ribadiremo spesso questo concetto, perché è fondamentale. Per vivere serenamente con la persona partner, ti impegni a superare attivamente i momenti difficili e le occasioni di attrito.

Intendila come una sfida che vi aiuterà a evolvere e rinnovare l’affetto. Perché la verità è questa: l’amore cambia nel tempo e non resta perennemente alla sua prima fase, quella dell’innamoramento.

La prima cosa da fare quando una coppia non va d’accordo è comprendere la natura del conflitto, quindi. Infatti, anche i litigi frequenti sulle piccole cose quotidiane sono, né più e né meno, la punta dell’iceberg.

Le ragioni per cui si entra in collisione riguardano le differenze:

Una domanda viene spontanea: nel momento in cui la relazione diventa stabile e ci si conosce reciprocamente, le divergenze non diventano già evidenti?

Forse sì e forse no. Il punto è che esse possono inasprirsi quando ci si confronta con la frenetica e a volte difficile realtà quotidiana. Una realtà quotidiana fatta di lavoro, gestione della casa, relazioni con le famiglie.

Insomma, quando il gioco si fa serio, si inizia a giocare duro. Eppure, risolvere i conflitti di coppia non ha nulla a che vedere con la vittoria di una guerra.

Conflitti di coppia: errori da non fare

Prima di giungere a conclusioni affrettate, qualsiasi problema relazionale si affronta con calma, lucidità e disposizione a cercare dei compromessi validi per ogni parte.

Quando si ha a cuore una persona, si cerca la conciliazione. Ed ecco che la ricerca di soluzioni valide per ripristinare la serenità di coppia diventa una missione da compiere.

Ma prima di vedere insieme cosa fare, facciamo qualche considerazione su cosa non fare per gestire i conflitti di coppia.

Si tratta di non cedere con facilità alle lusinghe di convinzioni e credenze che idealizzano l’amore e ci allontanano dalla realtà che, in fin dei conti, riguarda tutti.

In breve:

Cosa puoi dedurne? La relazione amorosa è sana ed equilibrata se il sentimento viene nutrito dall’accettazione di sé e della persona amata.

Cosa fare per gestire i conflitti di coppia

Accettare l’altro o l’altra può sembrare un’impresa non da poco. Fatte salve divergenze gravi e insanabili, è l’impegno che mettiamo nel contribuire all’armonia della coppia che fa la differenza.

Espresso così, il concetto sembra fumoso, il discorso appare idealistico. Cosa significa, nel concreto, impegnarsi? Punto primo: dare voce al proprio sentire e ragionare nello stesso tempo.

Questo punto è importante: un conflitto relazionale coinvolge le nostre idee e valori, ma soprattutto la nostra emotività.

Di conseguenza, sai gestire la relazione di coppia quando sai gestire le tue emozioni. Accogliere la sofferenza che deriva dal conflitto fa parte del percorso. Esiste, ma non deve prendere il sopravvento: se la negatività incalza e senti che qualcosa ti sfugge di mano, considera l’idea di consultare uno psicoterapeuta.

Per il resto, lascia andare i pensieri negativi. Concentrati invece sulla possibilità di avere empatia verso la persona che ami: il conflitto coglie entrambi e sia la tua voce e sia l’altra vanno ascoltate.

E abbiamo fissato due punti importanti: gestione emotiva ed empatia. A questi, aggiungiamo un terzo elemento: la tempestività.

I conflitti andrebbero risolti non appena si presentano: un goccia può diventare un’onda oceanica che vi travolge. Con quale assetto mentale? In parte lo abbiamo già detto: ascolta.

E aggiungiamo ancora un pezzo al puzzle: mai perdere di vista il rispetto verso di sé stessi e verso l’altra persona. In primo luogo, un problema ha una base di oggettività che va separata dalla persona.
In parole semplici: non confondere l’identità del partner con il problema stesso.

Il conflitto rischia di diventare una lotta di potere, in cui si cerca di vincere la partita a tutti i costi.
Non funziona così: la chiarezza delle tue opinioni e delle tue considerazioni sul problema è la base del dialogo per la conciliazione. Vale per te e vale per l’altro o l’altra.

Le vostre identità restano integre e la vostra autostima non si tocca. Questo è un passaggio arduo, nella gestione del conflitto. Iniziare una terapia di coppia può aiutarti a renderlo meno complesso o pericoloso per l’equilibrio della relazione.

Infine, quando sei fuori dalla logica di potere, ti rendi conto che l’ultimo pezzo che manca è la collaborazione. Entrambe le parti collaborano per trovare a ogni problema una soluzione condivisibile.

Ci sediamo davanti a un tavolino per pensare alle “strategie”? Va benissimo. L’importante è arrivare alla conciliazione.

In questo contesto, la terapia di coppia è un sostegno utile soprattutto quando ci sono degli irrisolti o dei passaggi non compiuti del processo di gestione del conflitto.

A volte una delle due parti è più fragile emotivamente e va accompagnata lungo un percorso psicologico condiviso, per migliorare l’autostima o vivere in modo appropriato le emozioni.

Ecco perché i conflitti possono essere l’occasione per conoscere meglio sé stessi, evolvere interiormente e, di riflesso, far crescere la dimensione della coppia.

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