La depressione è tra i disagi più diffusi nella popolazione mondiale. Si tratta di un disturbo dell’umore che si presenta sotto diverse forme e con diversi gradi di intensità. Uscirne è possibile, anche ottenendo il grande risultato di non ricaderci.
Pensa che in Italia il 6% degli adulti riferisci chiari sintomi depressivi, come puoi leggere in questo prospetto dell’ISS per il biennio 2022-2023.
Ma cos’è la depressione? Come possiamo riconoscerla?
Seguimi in questa lettura per approfondire questo argomento.
Depressione: i sintomi
La depressione compare nella forma di un insieme di sintomi psicologici, talvolta accompagnati anche da sintomi fisici. Sono manifestazioni che differiscono da persona a persona anche in modo importante.
I segnali più diffusi della cosiddetta depressione maggiore sono:
- perdita di interesse verso ogni attività quotidiana;
- mancanza di energie;
- incapacità di concentrarsi;
- cambiamenti nel tenore del pensiero (es. pensieri di morte);
- umore depresso;
- alterazione del sonno e dell’appetito, ma anche della cognizione.
In altre parole, la persona depressa non è banalmente una persona che ha “una giornata storta” o l’”umore nero” per qualche ora. Dobbiamo pensare a un atteggiamento di totale disinteresse verso la vita, accompagnato da profonda tristezza, che in un individuo caratterizza un tempo abbastanza lungo.
La persona in depressione trascura sé, i propri cari, il lavoro e qualsiasi attività ritenuta di solito piacevole. Può vivere momenti di disperazione e/o di apatia, nutre un sentire negativo verso tutto ciò che la circonda, si sente privo di prospettive per il futuro.
Queste sono le caratteristiche più comuni della depressione, che a volte può anche manifestarsi nella sua cosiddetta versione “sorridente”. In questo caso, chi soffre di depressione sembra vivere nell’assoluta normalità, addirittura appare felice, ma dentro di sé cova un profondo malessere. In tal caso, è bene essere vigili: se è così, è una persona che ha difficoltà ad ammettere di avere bisogno di aiuto.
Per quel che riguarda l’incidenza, il disturbo depressivo riguarda in prevalenza il sesso femminile. Per intenderci, rispetto al sesso maschile il rapporto è di 2:1. Inoltre, si presenta fin dalla giovane età, cioè tra la fine dell’adolescenza e i 40 anni. Chiaro, possono esserci delle eccezioni: questo è un andamento statistico, quindi generale, e ogni caso è a sé.
La depressione post partum
Sempre in riferimento alla popolazione femminile, non dimenticare che esiste anche la depressione post partum. Il post partum può caratterizzare solo le puerpere ed è una forma di depressione reattiva unipolare.
Si associa a un profilo ormonale e psico emotivo particolare, che riguarda la finestra temporale che va dalla sesta e alla dodicesima settimana dalla nascita del figlio.
Ciò non vuol dire che tutte le neomamme debbano per forza incorrere nella depressione post partum: il fenomeno colpisce fino al 12% delle neomamme. Tant’è, essa rappresenta un disturbo più grave del cosiddetto baby blues.
Il post partum blues è una condizione più diffusa e lieve, strettamente collegata ai cambiamenti ormonali della donna dopo il parto. Si risolve in due settimane circa e non deve destare particolari preoccupazioni. La vera depressione post partum ha alcuni sintomi tipici della depressione maggiore, come tristezza, senso di stanchezza costante e disinteresse. Nello specifico comporta anche:
- sbalzi d’umore repentini;
- perdita di appetito o iperfagia;
- disinteresse o eccessiva apprensione nei confronti del bambino;
- senso di inadeguatezza nel ruolo di madre;
- ansia e attacchi di panico.
Le conseguenze di questo stato emotivo della neomamma riguardano lei stessa, il figlio e anche la persona partner. Infatti, la depressione impedisce alla donna di prendersi adeguatamente cura di sé e del bambino.
Si instaura una dinamica viziosa, che fa crescere il senso di inadeguatezza materno e mette a rischio la coppia e lo sviluppo fisico, emotivo e cognitivo del neonato. Infatti, la depressione post partum non va presa sottogamba da nessuno: né dalla madre stessa né da chi la circonda.
Vien da sé: le neomamme non vanno lasciate a sé stesse, anche se in apparenza sembrano avere tutto (o quasi) sotto controllo.
Le conseguenze della depressione
Le conseguenze del disturbo depressivo possono essere variegate e riguardare tanto la salute psichica quanto fisica della persona.
La depressione maggiore grave è tra i disturbi psichiatrici che indice al suicidio. Per chi la patisce in forma meno grave, dal punto di vista fisico le cose non si mettono comunque troppo bene. Infatti, le persone depresse rischiano:
- il diabete mellito, obesità;
- disturbi cardiaci, ictus, ipertensione;
- cancro;
- disturbi cognitivi e morbo di Alzheimer.
Le cause della depressione
Veniamo alle cause della depressione. Come succede per diversi disturbi di cui abbiamo parlato, come la bassa autostima per esempio, le cause della depressione includono fattori biologici, psicologici e sociali.
In altre parole, possiamo pensare tanto a eventi traumatici della vita (un lutto o una separazione, ad esempio), come anche alle alterazioni di serotonina e noradrenalina in circolo nell’organismo. Ogni caso di depressione è unico e come tale va trattato.
Depressione: come uscirne
La psicoterapia è un buon alleato per uscire dalla depressione che causa alle persone il “male di vivere”. In casi rari e particolari, entra in gioco la terapia psichiatrica per trattare i sintomi del disturbo.
In primo luogo, la psicoterapia aiuta i pazienti a modificare i comportamenti disfunzionali e trasformare i pensieri negativi in una visione costruttiva di tutte le cose.
Anche la mindfulness è uno strumento valido per orientare la persona verso la conoscenza interiore e pensieri positivi riguardanti sé stessa e la realtà che vive.
Spingere a dedicarsi alle attività di piacere è anche funzionale all’obiettivo ultimo, cioè uscire dalla depressione ed evitare recidive e cronicizzazione del disturbo.
A volte, si inizia in autonomia a gestire i sintomi della depressione. La gratificazione quotidiana è un modo efficace di farlo. Nonostante questo, è importante riconoscere i segnali del disturbo, prendere atto che è necessario chiedere aiuto. Vale anche a dire che un’amica della depressione è la solitudine, purtroppo.
Al contrario, la presa di consapevolezza e il sostegno delle persone vicine sono importanti per agire in modo tempestivo ver favorire la guarigione.
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