La nascita di un figlio ha spesso un peso importante nell’insorgere di una crisi di coppia. Non è detto che all’arrivo di un neonato consegua in automatico una crisi.

Tuttavia, dopo l’arrivo del bebè accade sempre più di frequente che la coppia genitoriale si sgretoli e si realizzi ciò che viene chiamato anche baby clash.

È un dato di fatto: subentrano nuove problematiche, l’organizzazione della famiglia va rivista sulla base di nuove esigenze, si entra nella fase della vita in cui si abbraccia il ruolo del genitore. E proprio questo momento influenza le fluttuazioni (fisiologiche) del sentimento che unisce la coppia, secondo quanto indicato anche dagli studi sul tema.

Ed ecco che soprattutto la nascita del primo figlio ha gli effetti di un forte temporale che scuote le acque. Sta alla coppia trasformare la tempesta in una piacevole brezza marina oppure in un uragano devastante.

La stabilità della coppia è fondamentale: l’anzianità sentimentale della coppia e la scelta consapevole della genitorialità non sono la garanzia che non arrivi la tempesta.

Detto in altri termini, l’arrivo di un figlio può essere l’evento “x” che fa riemergere le problematiche mai risolte.

II ruolo dei genitori

Per comprendere meglio cosa cambia nella coppia quando arriva il primo figlio, dobbiamo spendere qualche secondo per ripensare a come le cose sono cambiate nel tempo.

Nel momento attuale, la gravidanza e la genitorialità sono scelte ponderate. Si diventa genitori mediamente più tardi rispetto alle generazioni passate. Si è verificato anche un cambiamento importante anche a livello di ruoli genitoriali.

Infatti, la donna lavoratrice organizza in modo diverso la propria vita di madre, mentre l’uomo è più coinvolto nella crescita dei figli. Di conseguenza, la madre non è più l’unico polo di gestione della figliolanza, il padre non è più solo l’entità autoritaria e distaccata che provvede al sostentamento della famiglia.

In sintesi, in questo momento storico c’è più controllo della nascita, il concepimento è più di rado un fatto casuale, ma intenzionale, e i poli genitoriali sono due e più equilibrati. Così, il neonato interagisce in modo materiale ed emotivo con l’intero sistema della coppia.

Ciò però non vuol dire che:

Ed è per questo che soprattutto la nascita del primo figlio rischia di far crollare il sistema coppia.

Cosa succede dopo la nascita del primo figlio?

Per entrambi i genitori la nascita dei figli sancisce l’inizio di una trasformazione della personalità. Come succede quando affronti un lutto, non hai mai la preparazione per vivere un momento della vita del tutto nuovo, che può donarti gioia, ma anche gettarti nella confusione o nel timore di sbagliare o di non essere all’altezza.

Diventare genitore è molto di più di rivedere completamente sé stessi. Si tratta, nell’idealità almeno, di riconoscere l’altro o l’altra. Se diventi madre o padre, impari a riconoscerti come tale. Ma inizi anche a rileggere la presenza dell’altra parte della coppia alla luce del nuovo ruolo acquisito. Ciò significa:

Alla nascita del primo figlio nasce anche una nuova intesa nella coppia. Inizia una vera e propria evoluzione, orientata dalla condivisione di intenti, sentimenti, valori ma anche incertezze e paure.

La sfida è quotidiana e si gioca su tanti fronti:

Non è semplice, mai. Può essere più facile vivere in modo sereno la genitorialità se la coppia è già più elastica verso il cambiamento. Con la pregressa flessibilità, il nuovo stile di vita diventa l’occasione per rafforzare il legame. Al contrario, se esistono problematiche mai adeguatamente risolte, allora è più probabile che il neonato sistema famiglia sia fragile e instabile.

Cosa fare quando arriva il primo figlio?

La terapia di coppia è uno strumento valido per intervenire prima che tutto crolli e si arrivi alle conseguenze più estreme di una crisi di coppia. Tieni conto che c’è tempo per meditare su tutto ciò che merita attenzione: la gravidanza già è una fase di trasformazione profonda nella donna e per la coppia.

In questo momento si tende a progettare per il futuro, ma anche a vivere il peso dell’educazione ricevuta durante l’infanzia: emergono aspetti della personalità, si ripensa alle esperienze fatte da bambini, si valutano criticamente i valori che i genitori ci hanno trasmesso.

Già a partire dalla gravidanza entri un miscelatore di emozioni, spesso anche in contrasto tra loro, che riguardano tutte il cosa fare quando si vivrà il momento del parto e della cura del figlio. Il punto è che ci si ritrova di fronte a qualcosa di sconosciuto.

La cosa più saggia da fare è riflettere e progettare, senza caricare la tua vita e quella del nascituro di aspettative. Provare nuove emozioni è normale. Se però senti una tensione di fondo e la necessità di avere un aiuto, non esitare a chiederlo. Ricorda che la terapia di coppia è di coppia, letteralmente: l’impegno di leggersi dentro e prendere consapevolezza è di entrambi!

Solo così puoi evitare o affrontare al meglio le situazioni, eventuali, che minano la coppia:

Dalle crisi di coppia dopo la nascita di un figlio si può uscire.
Bisogna metterci il giusto impegno, come tutte le volte in cui dobbiamo affrontare un momento difficile della vita.

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