La perdita del lavoro è uno degli eventi più traumatici che può vivere una persona adulta.

Ha un forte impatto sulla vita, sia da un punto di vista materiale sia emotivo. Perdere il proprio lavoro cambia la gestione delle risorse finanziarie, ma inevitabilmente trasforma la percezione che tu e anche le altre persone avete di te.

È per questo che è un evento da gestire in maniera opportuna. Solo così è possibile rimettersi in carreggiata, adottare un atteggiamento positivo e propositivo verso la realtà, non perdere l’autostima.

Gli effetti della perdita del lavoro

Che sia improvvisa o sia stata già annunciata, la perdita di lavoro è un fatto di grande risonanza emotiva, perché risveglia diversi sentimenti che convivono tutti dentro di te. Le emozioni si mescolano tra loro e creano un “cocktail” a base di rabbia, sconforto, frustrazione, vergogna.

È una bomba a orologeria da disinnescare, perché può condurre a blocchi emotivi importanti e problematiche psicologiche rilevanti. Una fra tutte potrebbe essere la depressione.

Non a caso, se consulti la tabella di Holmes e Rahe per la valutazione dello stress, noti che il licenziamento è l’ottavo evento più stressante della vita.

Al di là delle condizioni specifiche in cui è avvenuta la perdita di lavoro, la sostanza non cambia: senti che le relazioni con le persone che ti circondano cambiano assieme alle tue abitudini quotidiane. Quasi ti senti una persona diversa: si trasforma la tua identità professionale.

Come succede quasi sempre, è impossibile prevedere le emozioni che si scatenano quando il fatto accade. Se un sentimento prevale su un altro è perché ogni individuo vive una specifica condizione, ha il proprio vissuto e la propria interiorità.

Quali sono le emozioni e sentimenti che caratterizzano questo status? Eccoli:

Si tratta di un insieme di sensazioni che accomuna più o meno tutte le persone che perdono il lavoro e vivono la condizione di disoccupazione. La loro comparsa è fisiologica, ma la loro persistenza o il chiaro prevalere di un’emozione sulle altre sono un rischio per il tuo equilibrio interiore.

Per riprenderti dal licenziamento hai bisogno di guardare la realtà con mente lucida. E se qualcosa ti sfugge e senti di vivere in un circolo vizioso, sappi che la psicoterapia è una tua valida alleata.

I rischi del licenziamento per il tuo equilibrio psichico

La miscellanea di risentimento, vergogna e frustrazione potrebbe accentuare i comportamenti di evitamento e isolamento che non ti aiutano affatto a sostenere e cambiare la situazione.
E potresti non rendertene conto affatto, almeno non fin da subito.

Il primo elemento di rischio è l’isolamento affettivo. Forse qualcuno ha nei tuoi riguardi un comportamento di emarginazione, ma devi stare all’erta: l’autoesclusione è ben più pericolosa!

Tenersi fuori dalla rete di contatti e/o tenersi a distanza da amici e conoscenti ti allontana dalle possibili occasioni di riprendere in mano la tua vita con un nuovo lavoro.

Anche rimuginare sui fatti e crogiolarsi nel senso di colpa è deleterio. Certo, è comprensibile che tu senta il peso della responsabilità verso la famiglia. È comprensibile che tu percepisca come “macchiata” la tua immagine sociale, la tua reputazione.

Ciò non vuol dire che non ci sia posto per te, nella società. Non vuol dire che tu debba “espiare” la colpevolezza di un reato.

Rabbia e vergogna ti rendono più vulnerabile e ti espongono a:

Hai le tue buone ragioni per sentirti in preda alla delusione. Ma hai anche tante ottime ragioni per mettere via il senso di fallimento e riprovarci, mettendo alla prova il tuo coraggio e anche il tuo spirito di adattamento.

Come affrontare al meglio il licenziamento?

La rivoluzione materiale ed emotiva che comporta il licenziamento diventa meno “violenta” grazie alla psicoterapia.

Lo sconforto ti fa perdere lucidità e diventa davvero complicato concentrarsi sugli aspetti essenziali del fatto in sé. Il primo elemento è il seguente: non è messo in discussione il tuo valore come persona.

La perdita del lavoro si consuma all’interno di un contesto ben preciso, dove a giocare la partita sono forze che non puoi direttamente controllare. Per contro, ne paghi le conseguenze in tutti gli altri contesti della vita quotidiana.

Attraverso il percorso di psicoterapia, allora, lavori su più livelli e da questi devono essere esclusi autocommiserazione e comportamenti distruttivi. Insomma, tutto ciò che renderebbe patologica la tua vita interiore.

Cosa bisogna fare, invece, per superare il trauma del licenziamento e continuare a vivere? A grandi linee:

In altre parole, non chiuderti nell’orgoglio e non arrenderti. La perdita del lavoro si supera emotivamente prendendo la giusta distanza da eventuali proprie “colpe” e accettando l’idea che bisogna aprirsi al confronto, alle novità.

Bisogna evolvere ed è meno duro farlo di quanto tu possa credere. Desideri parlarne con me?
Scrivimi o vieni da me in studio a Firenze.

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